Su internet circola uno spot pubblicitario sugli istruttori di tennis certificati dalla Federazione italiana tennis. Lo spot, prodotto dalla Fit, nasce per essere ospitato sul canale tv della Federazione, "Supertennis", e tende a mettere in cattiva luce gli istruttori non iscritti alla federazione. Il tema del riconoscimento degli istruttori nel tennis è da diverso tempo al centro di una polemica, che vede gli Enti di promozione sportiva contrapporsi alla Federazione, per la sua politica monopolistica.
Abbiamo chiesto a Massimo Moschini, presidente Lega nazionale tennis Uisp, di commentare l'iniziativa promozionale della Fit: "Mi hanno segnalato da diverse località d'Italia l'esistenza di questo video - afferma Moschini - che gira su un canale televisivo acquistato dalla Fit. A questo riguardo ricordo che esiste un'interpellanza parlamentare, firmata da dodici deputati, in cui si chiede conto delle cifre pazze spese per un canale televisivo, che non porta nessun beneficio se non quello di promozione della Federazione stessa. Secondo me sentono il bisogno di dichiarare che sono i migliori perchè si sentono in difficoltà: il paragone con gli enti di promozione sportiva non lascia dubbi. I numeri sono dalla parte degli enti in generale e della Uisp in particolare: la Fit ha 3500 circoli, la Uisp da sola ne ha mille, la stessa proporzione si riscontra negli istruttori. Sommando circoli e maestri degli altri enti risulta evidente che il movimento federale rappresenta solo un piccolo spaccato di chi pratica il tennis in Italia".
"La politica della Federazione - continua Moschini - è rivolta più che altro ai giocatori di livello mentre sul movimento di base sono molto più affermati gli enti di promozione. Per questo motivo ritengo sbagliato che vengano usati toni assolutamente autoreferenziali: se la Fit sente il bisogno di calcare la mano e spingersi a dire che i suoi maestri sono i migliori, sappia che arreca danno allo sviluppo di tutto il tennis. Sappia anche proprio gli enti di promozione sportiva sono quelli più vicini alle esigenze dei piccoli circoli. Ricordo, infine, che la Fit ha recentemente triplicato la quota di affiliazione per i maestri che non garantiscono l'esclusività e sono attivi anche con gli enti di promozione sportiva. Mi sembra una forma di palese discriminazione. I nostri mille circoli e i nostri tecnici interpretano il tennis come un'attività che va estesa il più possibile, per questo si sentono vicini a chi lo pratica a tutti i livelli". (di Elena Fiorani)